Per creare bisogna sporcarsi le mani...

Pasticciare è una forma d'arte, solo dopo si riconosce la creatività.

Baciarsi ...

La vergogna sta nel non farlo. Anche questo è comunicare...

Urlare ?

E' solo un'altro modo per non comunicare nulla...

19 settembre 2014

Experiential marketing: prova il brand sulla tua pelle!


L'Experiential marketing nasce dall'esigenza dei brand di attirare l'attenzione del pubblico, facendosi ricordare e successivamente preferire ai competitor. Qual è il miglior modo per farlo? Pensando ai consumatori come individui, con pensieri, desideri ed emozioni proprie. Ecco dunque che il coinvolgimento diretto dell'acquirente risulta fondamentale, dando in primo luogo valore al soggetto stesso e solo in un secondo momento al brand. 
Il marketing esperienziale rappresenta il tramonto del marketing tradizionale, legato esclusivamente alla merce fisica e ai fattori qualitativi del prodotto.
Le aziende ora devono creare un progetto di intrattenimento e spettacolarizzazione, in grado di "toccare le giuste corde" dei consumatori.

E' necessario dunque comunicare con il target, "solleticando" la parte emotiva degli individui. A differenza dell'esposizione passiva tradizionale al messaggio, in questo caso i soggetti vengono coinvolti in un'esperienza reale allo scopo di legarli al marchio, che viene infatti sperimentato in prima persona.


La partecipazione è quindi essenziale in quanto per natura gli individui credono maggiormente a ciò che vivono sulla propria pelle o che viene loro raccontato da contatti fidati.
L'esperienza deve risultare memorabile e rilevante e soprattutto deve essere sensoriale, emotiva ed intellettuale, in grado di lasciare il segno.


Si riduce così la distanza tra brand e consumatore, rivolgendosi con queste campagne ad un'audience più ristretta, costruendo però un legame profondo a livello personale ed emozionale.
Il risultato? Le persone coinvolte molto spesso amplificano spontaneamente il messaggio attraverso i canali social, raccontando l'esperienza vissuta o condividendo videoclip di testimonianza, creando di riflesso "pubblicità gratuita" al marchio stesso.

Navigando sul web si possono visualizzare numerosi esempi di campagne realizzate da celebri brand; eccone un esempio, diventato un caso virale che ha spopolato sui social network.









Elisa

17 settembre 2014

Laurearsi in videogiochi? Ora è possibile!

E' il corso di Laurea che moltissimi di noi avranno sognato sin da bambini, e che alcuni continuano tutt'ora a sognare: Videogames.

Ora questa laurea potrà essere realtà.

Nascono a Roma Link Campus University e Vigamus Academy, per i futuri professionisti del videogioco. 
I corsi sono realizzati in collaborazione con aziende leader della game industry nazionale e internazionale.

Per questa scuola sono previste ben sei borse di studio, e l'iter formativo (della durata di tre anni) prevede di formire le basi necessarie per intraprendere qualsiasi carriera attinente a questo settore, fornendo le conoscenze utili dal marketing alla comunicazione, dal game development alla localizzazione e all’editoria.

Ad alcuni una notizia del genere potrà non piacere, e sicuramente c'è chi penserà che questo corso sia inutile e dedicato a chi non ha voglia di studiare. 
Ma non è assolutamente così: il corso di Laurea si inserisce in un mercato in costante crescita e in continua evoluzione, pronto anche in tempi di crisi a offrire numerose opportunità di inserimento ai giovani e con un fatturato globale annuo di 73 miliardi di dollari.
Le aziende partner del corso accoglieranno gli studenti per stage, tirocini e progetti di lavoro coordinati, permettendo loro di mettere in pratica le nozioni apprese durante il triennio e di avere opportunità di inserimento diretto nel mondo del lavoro.

Quindi perchè non prendere in considerazione anche un percorso di studi alternativo come questo?
In tempi di crisi è giusto sapersi reinventare e sperimentare nuovi settori: quella che per molti è una passione o un passatempo potrebbe diventare un mestiere redditizio. 

Veronica

15 settembre 2014

Appassionato di musica? Ecco le nuove cuffie con snodo smart

La Panasonic è pronta ad immettere sul mercato un nuovo ed innovativo prodotto. Si tratta delle cuffie Panasonic HXS, le quali hanno la peculiarità dello snodo smart.

Panasonic sta per lanciare sul mercato i due modelli di cuffie che con alcuni semplici e pratici accorgimenti risulteranno più pratiche e comode.

Le nuovissime cuffie Panasonic HXS sono più "ferme" sulla testa per coloro che le vorranno indossare per ascoltare la musica mentre sono in movimento.

I due modelli, HXS400 e HXS200 montano un innovativo giunto sferico per i padiglioni che ha il doppio scopo di rendere più semplice la chiusura degli stessi in rotazione durante il trasporto e assicurare un miglior contatto con le orecchie, fermo ma non fastidioso.

Inoltre su entrambi i modelli verrà usato un cavo di collegamento piatto contro l'attorcigliamento, tanto odiato da tutti noi. Così facendo si inizierà anche e soprattutto ad evitare di sistemare il cavo prima di poter inserire le cuffie nel nostro orecchio. Buone notizie per il mondo femminile che depositando le cuffiette in borse si tiravano fuori sempre più attorcigliate che mai.

Un'altra innovazione riguarda sicuramente i driver che sono in neodimio per una migliore qualità sonora. Le nuove cuffie sono disponibili in diverse finiture colorate in nero, bianco, rosa e verde militare. Ottimo il rapporto qualità/prezzo.

Entrambe saranno disponibili entro fine mese anche in Italia.

Stefania

12 settembre 2014

MOBILE INCIVILITY: Quando la tecnologia intacca l'educazione

La tecnologia dilagante sta avendo ripercussioni sulle regole di buona educazione? Pare che in alcuni casi questo sia già avvenuto.

Uno studio condotto dal sociologo Saro Trovato, fondatore di Found!, ha tracciato il profilo dei soggetti “affetti” dalla nuova forma di maleducazione definita “mobile incivility”.

Questo “abuso di tecnologia” sembra colpire 1500 persone dai 16 ai 65 anni. Lo studio è stato condotto seguendo la metodologia WOA (Web Opinion Analysis), monitorando online i principali social network e blog allo scopo di riscontrare quali comportanti vengono maggiormente contestati dall’opinione pubblica. 

“Il rischio che questa invasione hi-tech porta con sé” spiega il dott. Trovato “è quello di perdere di vista le cose più importanti, come le relazioni interpersonali e lo scambio di opinioni, quel confronto faccia a faccia che, con il passare del tempo e con l’intensificarsi dell’evoluzione tecnologica, sta diventando una merce sempre più rara”.

I luoghi comuni potrebbero far pensare che l’identikit dell’ “incivile digitale” possa essere rintracciabile nella generazione nata tra gli anni ‘90 e 2000, ma emergono risultati differenti: i principali soggetti “affetti” sono gli adulti di età compresa tra i 35-50 anni, mentre i giovani tra i 18 e i 25 si classificano al secondo posto, seguiti dalle fascia 55-65 anni.

Ma dove avvengono maggiormente gli episodi di inciviltà mobile? In primo luogo in ufficio sia a causa delle suonerie tenute ad alto volume dai colleghi, sia per l’utilizzo di dispositivi digitali durante le riunioni di lavoro. A seguire, nei mezzi pubblici, dove i passeggeri tendono a rendere partecipi gli altri viaggiatori delle loro conversazioni, usando un tono di voce inappropriato. Prese di mira anche le mura domestiche: i soggetti non si distaccano dal loro smartphone neanche durante il consumo dei pasti o mentre sono in compagnia del proprio partner.

Le carrellata fotografica mostrata qui di seguito, illustra alcuni dei comportamenti preferiti dai tecno-maleducati.














Connessi sì, ma responsabilmente!


Elisa

10 settembre 2014

Tablet? meglio un Phablet!

Phablet è un termine informale che suona davvero malissimo (deriva dall'unione di phone e tablet), ma che indica una categoria di prodotti molto venduti e che piacciono.

Con phablet si intendono tutti quei dispositivi touch più grandi di uno smartphone comune, ma più piccoli di un tablet. Parliamo quindi di dimensioni comprese tra i 5,5 e i 7 pollici. Per fare un esempio, rientrano nella categoria i Samsung Galaxy Note: difficili da mettere in tasca, ma comunque più pratici di un tablet e perfetti per leggere il giornale sul bus, o per giocare a Swing Copters nei momenti di pausa.

Secondo Idc, entro la fine dell'anno le vendite dei phablet supereranno quelle dei computer portatili: si prevedono infatti 175 milioni di unità vendute entro la fine dell’anno contro i 170 milioni di computer portatili. Dopodichè sarà la volta dei tablet, che, sempre secondo Idc, saranno superati entro il 2015. 



Se anche voi volete un Phablet, ma pensate che costino troppo, non disperate: l'aumento delle vendite è inversamente proporzionale a quello del prezzo. Questo vuol dire che il prezzo medio scenderà sempre di più col passare degli anni
Si pensi già al fatto che se nel 2013 la spesa media era sui 438 euro, quest'anno invece è già scesa a 306 euro.

I preferiti rimangono sempre e comunque gli smartphone, con schermo intorno ai 4 pollici, le cui vendite sono al di sopra di qualsiasi altro dispositivo, e per cui sono previste ulteriori crescite. 
I Phablet dunque non sostituiranno i loro colleghi tascabili, ma si ritrovano invece a spodestare dal mercato i mini tablet, quelli con dimensione intorno ai 7 pollici, a dimostrazione che qualche pollice non fa chissà che differenza per noi.

Veronica

08 settembre 2014

Specchio specchio delle mie brame...


"Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?" è una delle frasi delle favole che abbiamo nel nostro immaginario. Questa "dannata" strega che voleva sempre essere bella, la più bella e che tanto ha fatto per eliminare la povera Biancaneve! Chissà se alla Panasonic si sono ispirati proprio a lei e alla salvaguardia di tutte le Biancaneve del mondo, quando hanno iniziato a progettare, forse più magico, ma sicuramente il più utile specchio smart! 
Proprio in questi giorni, all'IFA di Berlino è stato presentato questo specchio che analizza la vostra pelle, propone consigli per per non farla invecchiare e mostra stili differenti di trucco prima ancora di applicarli sul viso. Siamo al punto che la tecnologia non supera la fantasia, ma addirittura batte le favole che tutti noi conosciamo!
Allo stand Panasonic nessuno si aspettava che nella ricostruzione della camera da letto (e del bagno) il pezzo forte fosse proprio lo specchio, in quanto nessuna telecamera era visibile, e nessun dettaglio suggeriva che l'innovazione fosse proprio in questo complemento! Sicuramente, per le notevoli dimensioni, risultava uno specchio "luxury", ma una volta seduti di fronte, ecco la tecnolo(ma)gia: al centro dello specchio appare un riquadro ingrandito del viso, mentre ai lati compaiono menu e diverse voci a seconda delle funzioni utilizzate.

Lo specchio è in grado di riconoscere le rughe, l'idratazione ed altri particolari per fornire consigli, prodotti e trattamenti per prendersi cura della propria pelle, ritardare l’invecchiamento, renderla più morbida e via di seguito.

Ovviamente, visualizzati strumenti e prodotti utili alla nostra bellezza, è possibile acquistarli con un click del telecomando.

E pensate che questo non è ancora il meglio: la dimostratrice Panasonic, infatti, priva di trucco, si mette di fronte allo specchio, e come per magia, appunto, vengono mostrati sullo specchio in tempo reale le differenti tipologie differenti di make up per occhi, labbra, guance, ciglia e sopracciglia. E, una volta scelto il trucco che più piace, per non far mancare nulla, lo specchio mostra il risultato finale simulando l'illuminazione all'aperto, in casa ed in altre situazioni possibili.

Siete pronte a diventare le "più belle del reame"???



05 settembre 2014

Dead drops: il nuovo sistema file sharing tra le mura cittadine



«Dead Drops» è l'innovativa rete anonima offline, che permette a tutti di scambiare dati in spazi pubblici. I collegamenti USB vengono cementati nei muri, diventando così accessibili ai passanti. 
Chiunque è invitato a copiare sul proprio dispositivo i file presenti, mettendo contemporaneamente a disposizione degli altri i propri documenti.
Il funzionamento è molto semplice: per condividere le informazioni in maniera anonima e del tutto gratuita è sufficiente collegare il proprio computer portatile o altro dispositivo dotato di collegamento usb ai muri cittadini.
Ad eccezione del file "readme.txt" contenente il regolamento del progetto per i partecipanti, i Dead Drops (senza capacità dichiarata) sono installati vuoti ed è compito dei passanti "riempire la memoria" con contenuti interessanti.
Ci si augura però che tutti i cittadini rispettino sempre l'innovativo sistema: non dovranno né danneggiare materialmente i dead drops, né agire negativamente sui contenuti, formattando il drive o inserendo trojan o altri tipi di virus nella memoria usb.
Il termine "Dead Drops" deriva dal metodo "dead letter box" usato nello spionaggio per lo scambio di oggetti in località segrete, evitando l'incontro diretto.
Aram Bartoll (artista berlinese) risulta essere l'inventore del progetto durante la sua permanenza a New York nel 2010.



E' possibile infine aderire a questo sistema, installando un Dead Drops nel proprio quartiere, seguendo le istruzioni qui pubblicate: https://deaddrops.com/dead-drops/participate/

Let's share!

Elisa

03 settembre 2014

Apple indaga sulle foto dei vip "rubate": ecco come hanno fatto gli hacker

E' di pochi giorni fa la notizia delle foto (alcune anche osè) di celebrità quali Jennifer Lawrence, Kim Kardashian, Rihanna e Hillary Duff, "rubate" e postate sui social network da alcuni hacker.

Ma come è stato possibile ciò?

Le immagini sarebbero state prese da iCloud, un sistema Apple in teoria blindatissimo. Nella pratica però qualcuno è riuscito a trovare una falla nella funzionalità "Trova il mio iPhone". 
La vulnerabilità di iCloud in questa specifica funzionalità era di non prevedere protocolli di sicurezza per proteggersi da attacchi definiti "Brute Force", letteralmente "forza bruta".
Gli hacker dei vip infatti sarebbero entrati utilizzando un codice in Python, ovvero in sostanza
usando un programmino ("script") in grado di inserire migliaia di password, ripetutamente e velocemente, per provare a "beccare" quella giusta. Un vero e proprio assedio digitale.
Inoltre stando a quanto ricostruito dai siti informatici Usa, per due giorni questo script sarebbe stato disponibile online, su Github e su HackerNews, e quindi accessibile a chiunque.

La Apple ha però preso subito provvedimenti in merito all'accaduto, e già dall'altro ieri la falla è stata risolta: se al momento qualcuno utilizzasse lo script, l'account verrebbe bloccato dopo cinque tentativi.

"Prendiamo la privacy degli utenti molto sul serio", ha detto Natalie Kerry, portavoce di Apple, al sito Re/code.


E così la Apple continua a investigare attivamente sulla violazione della privacy che ha coinvolto le celebrità. Ma dal rilascio del codice online, sono stati ovviamente migliaia i tentativi in tutto il mondo. E qualcuno è riuscito ad entrare e a prendere qualcosa che non gli apparteneva.
Fonte: Ansa

Veronica

31 agosto 2014

Twitter, arriva la nuova chat e si scatena la guerra tra i Social

Il social network Twitter non ci sta, non vuole rimanere in disparte nelle azioni di mercato dei suoi concorrenti, ed ecco che lancia una nuova funzionalità mirata a rimanere al passo con le innovazioni e le evoluzioni. Si tratta della Twitter Chat

Certamente può essere vista come sfida verso il colosso Whatsapp con una virata alla Facebook

La voglia di chat istantanee prende sempre più piede nella domanda da parte degli utenti, ed ecco che tutti si adeguando creando offerte su misura. 

Twitter inizia a pensare a cambiamenti importanti nell’immediato futuro proprio con il progetto Twitter Chat. 

Il social network sta, infatti, aggiungendo nuove funzioni ai messaggi diretti, ovvero quelli scambiati privatamente, per scalfire il dominio dei concorrenti nel mercato delle chat. 

L’idea di Twitter Chat è quella di rendere più attraenti i messaggi diretti per ampliare le sue funzionalità di app. In effetti, su Twitter mandare un messaggio diretto non è così automatico come su Facebook o sulle app di messaggistica.

Nelle settimane scorse il social network Twitter ha aggiunto nuove funzione come i pop-up per segnalare l’arrivo di un messaggio e nonostante le proteste pare abbia lasciato comunque una porta aperta alla possibilità di poterli inviare anche ad utenti sconosciuti.

Ma cosa cambierà esattamente con Twitter Chat? 



"Nelle prossime settimane lanceremo un aggiornamento per rendere più facile la cancellazione dei messaggi tra web e mobile. Permetterà anche di accedere alla cronologia per intero dei messaggi diretti", ha scritto la società sul proprio profilo Twitter Status.

Eppure affiorano già le prime imperfezioni, infatti, i messaggi diretti hanno un limite che i rivali non possiedono: la lunghezza del testo che è possibile inviare è limitato a 140 caratteri come i classici tweet

Twitter sarà disposto a superare quest'inconveniente pur di generare traffico e quindi introiti pubblicitari
Oppure resterà fedele alle proprie idee? 


Certamente Twitter Chat attaccherà Whatsapp in una sfida a colpi di messaggi istantanei. 


Twitter vuole crescere e lo fa pensando a cambiamenti importanti proprio con il progetto Twitter Chat. Il social network sta aggiungendo nuove funzioni ai messaggi diretti proprio per rendere più attraenti i messaggi e attirare l'attenzione della gran mole di utenti mondiali.

Twitter vuole sfidare WhatsApp, di proprietà del rivale Facebook, sul terreno della chat e lo farà proprio puntando sul rafforzamento di una sua attuale mancanza: il microblog punta a dare più appeal ai suoi messaggi diretti.

Il social network dei cinguettii da tempo lavora per rendere più attraente il suo sistema di messaggi diretti (DM) e trascinare traffico sui suoi server, per contrastare rivali come WhatsApp ma anche Snapchat e di nuovo Facebook che con la sua app Instagram va forte anche sullo scambio di foto e video.

Concludendo, per il momento è chiaro che i messaggi diretti saranno potenziati fino a diventare una vera e propria chat, come quelle offerte dalla concorrenza grazie all’implementazione del servizio.

La sfida ai rivali è quindi lanciata. Ora l'obiettivo è permettere la sincronizzazione dei messaggi diretti tra diversi dispositivi, perché oggi se si comincia una conversazione sul mobile, poi non è archiviata in tempo reale sugli altri dispositivi e viceversa.

Nelle prossime settimane è promesso anche un aggiornamento per rendere più facile la cancellazione dei tweet e per accedere alla cronologia intera.

Vedremo come si evolverà la situazione, naturalmente l’ultima parola resta al Re del cinguettio: Twitter.


28 agosto 2014

Upcycle e il ricovero per i senzatetto

Kloehn è il fondatore del “Progetto case senzatetto”, un'iniziativa che vede la realizzazione dell’upcycle. Si tratta di una soluzione significativa, a basso costo, pratica, creativa e fantasiosa per la costruzione di rifugi abitabili per coloro che vivono per le strade. 




Districandosi nei materiali di scarto, nella spazzatura, a volta smaltiti anche illegalmente perchè depositati sul ciglio della strada oppure in discariche improvvisate, gli artisti solidali rivalutano e riportano "in vita" sotto nuove forme i rifiuti commerciali e gli articoli casalinghi.

L’artista americano si impegna nel trasformare alcuni di questi rifiuti tramite l’upcycle, ricavandone materie prime per realizzare muri, tetti, porte, finestre, ruote e serrature
Con quest'azione si sviluppano varie opzioni, tra cui: la spazzatura che favorisce la diminuzione dell'influenza del denaro nel processo di costruzione e può essere, inoltre, trasformata in un oggetto di speranza e di promessa felicità.

Le strutture sono realizzate prevalentemente su piccola scala, con particolare attenzione ad una combinazione di colori vivaci e freschi; piccoli dettagli di design. Dipinte in tonalità come il rosa confetto, giallo canarino, il blu cielo e rosso fuoco, portano un forte senso di vitalità in ciascuna abitazione. Le piccole porte sono impreziosite da specchi e finestre, trasmettendo la luce del giorno in habitat mobile, mentre i blocchi attrezzati sugli ingressi portano un senso di sicurezza e privacy ai residenti.




Di grande e fondamentale importanza è la qualità etica del progetto e dell’intenzione che ha condotto l’artista a realizzarlo, mettendo in campo se stesso in prima persona ed offrendo una soluzione pratica e concreta a persone che quotidianamente non hanno altro se non la contingenza della propria povertà

In questo modo l’arte e l’architettura sono sociali e rispondono ad esigenze emerse nella comunità, si tratta di utilizzare le capacità creative come motore di azione per un cambiamento positivo.