29 maggio 2015

Super vestiti tecnologici!

C'era una volta il capo d'abbigliamento, che altro non era se non un capo d'abbigliamento
Tessuto, colori e linee potevano variare ma il risultato rimaneva lo stesso. Un indumento era un indumento.

Da oggi non più, la tecnologia ha messo mano anche ai nostri armadi e ha deciso di semplificarci (o complicarci?) la vita, rendendo più tecnologico anche ciò che ci veste. 
Certo, il vestiario è qualcosa di più di un semplice strato per coprirci, in gioco ci sono gusti, interessi, addirittura inclusione sociale nella scelta di un abbigliamento piuttosto che di un altro, ma ora sarà ancora qualcosa di più. I vestiti diventano tecnologici
Proprio così, sono in commercio difatti magliette smart, realizzate dalla OMsignal, in grado di monitorare la salute di chi le indossa. Le maglie, grazie a speciali sensori e a una piccola scatola nera, misurano e tengono traccia del battito cardiaco, della frequenza respiratoria, dell'intensità dell'attività fisica che si sta svolgendo e delle calorie bruciate. 
Inutile dire che tutti questi dati sono poi trasmessi all'apposita app.

Dalle magliette intelligenti passiamo alle magliette cangianti. Saranno forse di prossima produzione degli speciali vestiti in grado di cambiare colore. 
Il tessuto, messo a punto dai ricercatori della California University, muta di colore quando viene piegato. Il meccanismo si basa sulla riflessione delle lunghezze d'onda della luce attraverso il movimento di nano-creste poggiate su un sottile strato flessibile di silicone, che spostandosi vanno a riflettere quindi un colore piuttosto che un altro. 
Finora i colori ottenuti sono solamente verde, giallo, arancione e rosso, ma l'obiettivo dei ricercatori è di ampliare la gamma di tonalità. 

Questi ed altri saranno i vestiti del futuro, che sicuramente non tarderanno ad arrivare sui nostri mercati.

Credits: www.omsignal.com

27 maggio 2015

Ecco le lenti a contatto futuristiche!

Questa novità è stata presentata dalla École Polytechnique Fédérale de Lausanne, in Svizzera con il sostegno dell’americana DARPA. Si tratta di un telescopio compatto che può stare nelle lenti a contatto.
Un sistema composto da lenti di plastica integrate con una serie di specchi di alluminio che permettono di effettuare ingrandimenti solo strizzando l’occhio. Uno speciale liquido di vetro legato ad un sistema elettronico che polarizza la luce da differenti angoli: facendo l'occhiolino dall’occhio destro si ingrandisce, con il sinistro si riduce.
L'uso più immediato sarà quello utile a ovviare a particolari patologie della vista che non sono risolvibili se non con l'ausilio di speciali occhiali da vista.

Anche Google sta lavorando a un paio di lenti a contatto hi tech. Vorrebbe infatti creare un supporto direttamente a contatto con gli occhi per un visore assolutamente personalizzato. Infatti, in accordo con la multinazionale farmaceutica Novartis ha pensato ad una applicazione medica di queste lenti. I sensori e i microchip integrati nelle lenti misureranno e monitoreranno i livelli di insulina nei pazienti diabetici e avviseranno per tempo l'utente e il suo medico nel caso di pericolo comunicando attraverso una luce a LED.


Ma non è tutto qui. Google sta lavorando su un tipo speciale di lenti a contatto che monitorano costantemente lo stato di salute di chi le indossa. Hanno componenti elettronici  e biosensori e una fotocamera che scatterà immagini semplicemente facendo l'occhiolino. Inoltre basterà fissare per qualche secondo una persona per avviare una ricerca di informazioni su di essa: le sue pagine social, ma anche eventuali problemi di salute.

Nel prossimo decennio invece potremmo arrivare ad avere un intero computer dentro la lente a contatto. Lo schermo è già pronto grazie a una tecnologia sviluppata dall’ Università di Gand in Belgio, il Centre of Microsystems (Cmst). Il prototipo è piuttosto basilare: una lente con display LCD ricurvo e flessibile per aderire alla superficie dell’occhio. Proietta in trasparenza immagini e scritte e permetteranno a chi le indossa di vedere in sovra-impressione uno strato di informazioni arricchite in realtà aumentata

Altre lenti a contatto tecnologiche sono state progettate dall’University of Washington. Ogni lente ha centinaia di LED semitrasparenti sulla superficie, ma si potrà comodamente indossare senza provare il minimo fastidio.  La lente funge da schermo per la realtà aumentata e mostrerà tantissime informazioni legate a ciò che stiamo osservando oppure, appunto, al nostro stato di salute. 

Insomma...altro che miopia! Tra pochi anni saremo in grado di disporre di una vista da far invidia ai supereroi!

25 maggio 2015

Il sistema robotico che si muove al posto dei non-vedenti

Da un gruppo di 3 studenti di Genova, colpiti emotivamente da un incontro con una persona non vedente e dal suo racconto di come sia complicato per lui lo spostamento e l'orientamento, è nata l'idea di utilizzare la loro tesi di Laurea Triennale in Ingegneria Biomedica riguardante proprio lo sviluppo di un sistema robotico. Quest'ultimo è in grado di muoversi autonomamente grazie alla computer vision.
Ecco che nasce il progetto "Horus": un dispositivo tecnologicamente avanzato in grado di migliorare la qualità di vita di una persona ipovedente o cieca.

Il nome scelto fa riferimento al dio Horus, il Dio egizio dall'occhio di falco, nome importante che spiega le qualità straordinarie di questo dispositivo in grado di riconoscere lo spazio intorno a sè e di riferire all'utente indicazioni precise attraverso l'auricolare di cui è dotato.

Grazie all'utilizzo di Horus ogni persona ipovedente o cieca sarà in grado di ottenere un'indipendenza personale nella vita quotidiana riconoscendo testi, oggetti, strisce pedonali, persone, visi, insomma quasi un ritorno parziale alla vista!!!

Il dispositivo è ancora nello stadio di sviluppo, ma i presupposti sono molto favorevoli.

22 maggio 2015

Anche le emoji diventano multiculturali

Dopo il lancio dell'emoji del dito medio avvenuto qualche settimana fa, ti proponiamo quelle emoji che Apple si appresta a modernizzare.

Forse non tutti sanno che le emoji, i celebri disegni di faccine e simboli stilizzati, hanno vita lunga: sono in giro ormai da più di 20 anni.
Sono nate in Giappone e inizialmente furono implementate sui cercapersone, da lì alla diffusione sui cellulari e in ogni sorta di comunicazione via web il passo è stato rapidissimo.

La novità di Apple però sta nel contenuto. L'azienda di Cupertino difatti ha ritenuto che è giunto il momento di cambiare le rappresentazioni un po' antiquate e poco rappresentative della società attuale, proponendo delle emoji multiculturali e gay friendly.

A partire dalle prossime versioni di iOS (la 8.3) e di OS X Yosemite (la 10.10.3) la varietà di emoji coprirà 6 tonalità di pelle e una più variegata rappresentazione familiare. Dunque, non più un classico giallo per le faccine ma ognuno potrà scegliere la tonalità che più lo rappresenta.


Una novità quindi che guarda sempre più al mercato mondiale, soprattutto a quello indiano e cinese.

Per quanto riguarda l'apertura alla rappresentazione di diverse tipologie di famiglie, l'azienda avrebbe in programma delle emoji di coppie dello stesso sesso con o senza bambini.

Insomma una buona iniziativa di inclusione sociale che ci piacerebbe non si limitasse solo a questo. Ma è pur sempre un inizio...

20 maggio 2015

Con la crisi economica cresce il fai-da-te!

Con la crisi economica che ci affligge bisogna fare attenzione a tutti i nostri risparmi e investire i nostri Euro con efficacia. Oggi vi vogliamo svelare dei piccoli trucchetti domestici che permettono di risparmiare creando degli oggetti fai-da-te!

Abbiamo raccolto delle immagini che renderanno le giornate più facili e le case più ordinate, senza spendere neanche un soldo:


L'astuccio per matite che diventa un porta-cavi per tenerli in ordine ed al riparo da guasti.


Le clip metalliche per tenere in ordine i cavi vicino la scrivania.



Le clip metalliche possono essere utilizzate per sollevare la tastiera del pc.


I rotoli di carta igienica  possono tenere in ordine i cavi elettrici.


I rotoli di carta igienica possono aiutare a tenere in ordine anche i poster.


Ma i rotoli di carta igienica possono anche essere delle casse di risonanza per gli smartphone.

Una molla della biro può fare in modo che i cavi non si rompano.



E voi utilizzate altri oggetti da riciclaggio casalingo?

18 maggio 2015

Ecologia e biciclette: Tokyo è la più attrezzata!

Ormai è risaputo: i paesi orientali si stanno "evolvendo" a vista d'occhio e stanno superando i traguardi occidentali. Il Giappone e Tokyo, in particolare, detengono da anni il primato innovativo e non smettono mai di stupirci. L'ultima novità arriva dall'orientamento verso l'ecologia e le città pulite, quindi senza smog e di conseguenza più vivibili.



L'innovazione riguarda un parcheggio per le bici che è in realtà un silos sotterraneo tutto automatizzato. Nella grande metropoli congestionata dal traffico, la bicicletta può rappresentare la salvezza: pratica, veloce ed economica. La vita dei ciclisti stessi, però, è resa impossibile dalla mancanza di posteggi per i loro mezzi, così si trovano ad ingombrare marciapiedi e carreggiate per pedoni e veicoli. 

Ma tutto ciò non accadrà più, proprio perchè Tokyo sta pensando bene di sfruttare lo spazio presente nel sottosuolo. La soluzione in parola si chiama “Eco Cycle” ed è prodotta dalle società di ingegneria giapponese Giken Seisakusho. Si tratta di un sistema meccanizzato che trasporta le biciclette in un parcheggio sotterraneo interamente automatico.


La struttura è quasi completamente interrata, salvo una piccola cabina che occupa pochissimo spazio sulla superficie stradale e consente, ad una persona per volta, di consegnare la propria bicicletta e parcheggiarla al sicuro in appena soli 13 secondi.

Eco Cycle è anti-sismico, può contenere fino a 200 biciclette contemporaneamente ed è utilizzabile grazie ad un tesserino di riconoscimento. 

Il grande vantaggio di questo progetto non è solo posteggiare in tranquillità evitando l’ammasso di due ruote, ma soprattutto tenere la propria bicicletta al riparo da malfidenti e ladruncoli, senza preoccuparsi di agganciare il catenaccio.




Cosa ne pensate di questa invenzione?

15 maggio 2015

Imparare la matematica giocando con un'App: Redooc!

La scuola sta per finire e chi ha voti bassi e rischia le lezioni di ripetizione, noi diciamo: don't panic!

Redooc.com nasce dall'idea di chi pensando ai figli, ai nipoti e a tutti i ragazzi e ragazze italiani ha deciso che meritano di essere al passo con le altre nazioni.
Gli ideatori hanno voluto sperimentare un modo per riuscire a far imparare ai ragazzi la matematica, ma in un modo tutto nuovo: giocoso e improntato alla vita quotidiana. Ciò per dimostrare che ogni concetto matematico esiste nella vita di tutti i giorni, che è ovunque. Ad esempio: come risolvere un’equazione può equivalere a decidere cosa fare il sabato sera o come una disequazione equivale a gestire un budget di soldi per una vacanza il tutto attraverso la grafica, i video e i giochi.

Redooc è la prima piattaforma web digitale in Italia fatta proprio per studiare, ripassare e esercitarsi su tutta la matematica attraverso brevi video-lezioni.
Esercizi come giochi completi di spiegazioni e un profilo personale per le scuole Superiori (ma si sta già pensando ad ampliare la piattaforma anche per le scuole Medie). 

Redooc è una piattaforma online che contiene migliaia di esercizi, divisi in livelli di gioco e di difficoltà crescente con centinaia di video-lezioni strutturate tutte nello stesso format: brevi, semplici, con un linguaggio quotidiano.
I video iniziano con una sfida e sono perfetti per ripassare, studiare o prepararsi per un’interrogazione o a un compito in classe. 

Gli esercizi, ovviamente, sono interattivi e completi di spiegazione, con tentativi e punteggi che dipendono dal livello di difficoltà e dalle abilità che si hanno nel rispondere.

Redooc è predisposto anche un report sempre aggiornato di tutta l'attività svolta: le video-lezioni viste, i livelli di esercizi già svolti...
Allenandosi si accumulano punti e non si smette di imparare!

Nello sviluppo dei contenuti dell'app la startup segue le linee guida del Ministero dell'Istruzione Italiano oltre che i suggerimenti dei professori e degli studenti! 

In questo momento online si trovano i contenuti dei primi tre anni di matematica del Liceo Scientifico e dei primi quattro anni degli altri Licei e Istituti. Ma presto il tutto sarà implementato da nuovi contenuti per essere sempre aggiornati!

Finalmente un modo semplice e immediato per i ragazzi che devono capire e comprendere la matematica.

13 maggio 2015

Cibo e tecnologia: cosa mangeremo nel futuro?

Cosa mangeremo nel 2050? Come si evolveranno le nostre abitudini alimentari?
Secondo gli studi, le scoperte e gli esperimenti di ricercatori assisteremo alla trasformazione del cibo, passando attraverso la tecnologia applicata all'alimentazione, fino ad arrivare a essere certi della provenienza degli alimenti che ogni giorno arrivano sulla nostra tavola

Al momento ci sono progetti di stampanti 3D in cui vengono selezionati gli ingredienti per stampare il cibo, cibi biomimetici e cucina molecolare.

Dalle salsicce di uova sode da tagliare come formaggio ai grappoli di carne, dai finti sapori che diventano naturali al cibo "fresco" che durerà anni.

Anche l'Argonne National Laboratory ha effettuato un esperimento nel quale viene mostrato come le onde sonore riescano a far levitare il cibo.

E poi ci sono le tante creazioni in vitro, come la "vernice alla carne". Secondo il progetto di Ilse Maessen, pur essendo un prodotto speculativo per bambini di 5-10 anni, permette loro di preparare il proprio piatto di carne in un modo molto creativo, divertente e sicuro. La vernice a base di carne consente ai bambini di preparare il loro pasto, il che rende la cena ancora più preziosa e significativa. Dipingendo il proprio pasto, i bambini creano un'affinità con il cibo e sono quindi più disposti a mangiare.

Le nostre abitudini alimentari cambiano anche nel modo di fare la spesa. Esiste un supermercato capace di dirvi il percorso di ogni alimento, grazie a dei "wall touch screen" che ne mostrano tutta la storia. E' una realtà all'interno dell'Expo2015, al Future Food District, un'area dedicata al cibo nella quale i visitatori possono fare i propri acquisti con cestini costruiti con materiali riciclati e riciclabili e dove potranno partecipare a degustazioni e corsi, il tutto per sensibilizzare il pubblico ad un consumo alimentare consapevole

Ma la soluzione migliore per controllare il cibo che mangiamo dall'inizio alla fine è affidarsi ai giardini idroponici, un modo per avere un orto "vecchia maniera" anche, e soprattutto, per chi abita in città. 
Kitchen Nano Garden è uno dei progetti che meglio sembra coniugare design funzionale e praticità e che può dare la possibilità di far crescere frutta e verdura direttamente a casa nostra. Questo orto casalingo cerca di risolvere anche i problemi di spazio: il progetto degli ingegneri della Hyundai ha infatti la grandezza di un frigorifero
La tecnologia utilizzata è l'idrocultura, un tipo di coltivazione fuori dal suolo che consente di irrigare piante o vegetali con una soluzione nutritiva, senza l'uso di pesticidi. I livelli di illuminazione e di acqua possono essere controllati di modo da decidere quanto in fretta far crescere i propri alimenti. All'interno è anche previsto un sistema di purificazione dell'aria, eliminando così tutti gli odori.

E tu sei pronto a vivere tutte queste "rivoluzioni alimentari"?

11 maggio 2015

Sei in grado di ricaricare un motore? Ora puoi con la bici ibrida Bike+ di Zehus!

Con l'arrivo delle belle giornate di sole a chi non viene una pazza voglia di girare in bici

Oggi scriviamo della nuova novità che riguarda la bici con motore ibrido.  
Questo splendido oggetto si ricarica solo con l’energia delle tue gambe. Si chiama Bike+ di Zehus e restituisce in salita l’energia accumulata in discesa e durante la frenata. Il motore, integrato nel mozzo della ruota posteriore, pesa solo tre chili e non ha mai bisogno di essere collegato alla corrente. 


Ecco, dunque, il motore ibrido per biciclette che si ricarica sfruttando l’energia generata dalle nostre gambe, che si attiva in salita restituendoci la forza «in eccesso» che abbiamo accumulato in discesa, in frenata o pedalando all’indietro.  

Il motore ibrido Bike+ di Zehus, startup che aveva sorpreso il mondo tra fine 2013 e l’anno scorso collezionando premi da Shanghai a Berlino, è già una solida realtà produttiva: con qualche migliaio di pezzi venduti e accordi commerciali con produttori di mezzo mondo, impiega 15 persone.



«Il concetto alla base di Zehus – ha spiegato il professor Sergio Savaresi, del Politecnico di Milano, uno dei fondatori – è quello di far cooperare il motore umano con quello elettrico. Bike+, questo motore compatto, non si scarica mai, si accende e spegne da solo». 
Zehus è a metà tra la bici elettrica e quella tradizionale. Permette di prendere energia dal motore umano quando questo funziona molto bene e di restituirla quando funziona meno bene. In pratica l’energia viene ottimizzata, riducendo la fatica e uniformandola. 
Al suo interno il motore nasconde un’antenna bluetooth che consente di monitorare le prestazioni e raccogliere dati tramite lo smartphone.
 


Zehus, con il suo motore ibrido, va a coprire una nicchia finora scoperta. «Abbiamo venduto Bike+ all-in-one a 80 produttori di biciclette. Dieci grossi, che però lo stanno solo testando e andranno in produzione nel 2017, e 70 molto piccoli che hanno tempi molto più veloci. Venticinque di questi sono in Italia, 5 negli Usa, 3 in Giappone e poi ci sono Australia e Sud Est asiatico».
Finora l’assemblaggio di Bike+ è fatto da Athena, azienda di Vicenza, i fornitori dei vari pezzi sono 21 (19 italiani e 2 asiatici).

Si sta studiando, inoltre, per il 2016 la versione di Bike+ per Mountain Bike (il mercato delle Mtb elettriche sta crescendo nel Nord Europa). Sempre nel 2016 Zehus vuole poi lanciare la wheelchair per disabili, una carrozzina che allo stesso modo della bici, permette di affrontare salite senza sforzo e Chain+, una bici senza catena.

Un altro aspetto interessante di Zehus è la sua matrice universitaria. Bravi ragazzi!!!

8 maggio 2015

Alla scoperta di Olloclip: le lenti fotografiche per iPhone!

Lanciato sul mercato da pochissimo tempo, questo nuovissimo prodotto è completamente dedicato al mondo iPhone. Si tratta di un’intera linea centrata sull’iPhone6 e 6Plus che esalta le prestazioni della sua già potente fotocamera
La fotocamera dell’iPhone 6 è ottima per quanto riguarda le funzionalità. Molti fotografi professionisti la usano per scattare splendide foto. In alcune situazioni, però, potrebbe avere bisogno di un aiutino. Ed è qui che entrano in gioco le Olloclip, ovvero una serie di lenti aggiuntive che si sovrappongono facilmente a quella del telefono e regalano a chi scatta tante armi in più.

Usare Olloclip è molto semplice: basta agganciarle allo smartphone e – per la prima volta nella storia di Olloclip – loro ne coprono contemporaneamente la fotocamera anteriore e quella posteriore.

La gamma per iPhone 6 e 6 Plus si compone di tre accessori:
- il primo ha quattro lenti in una: fisheye da una parte e grandangolo dall’altra. Svitandole, sotto ci sono le due lenti macro 10x e macro 15x

- il secondo è una clip 3-in-1 dedicata solo al macro.
- il terzo è una clip con un teleobiettivo ottico 2x (ideale per paparazzi improvvisati) e una lente polarizzata circolare.

Nella gamma Olloclip sono disponibili 5 colorazioni per abbinarsi perfettamente al colore del telefono. Il prezzo varia: da 69,99 a 99,99 €.

E mentre aspettiamo la prossima novità dedicata all'iPhone, ti auguriamo degli scatti fotografici a prova d'artista!